Storia del comune

Stemma del Comune

Il Comune

Sede: Via Matteotti, 8 – CAP 20030
Centralino tel. 0362.5151 – fax 0362.557420
Prefisso internazionale: 0039

Corpo di Polizia Locale

Via Garibaldi 28
Tel. 0362.515218 – fax 0362.515235

 

CONOSCIAMO LENTATE SUL SEVESO

Distanza da Monza: km 27 circa
Nome: Lentate sul Seveso
Provincia: Monza e Brianza
Superficie: kmq 13,99
Altitudine minima: m 218 slm
Altitudine massima: m 283 slm
Abitanti: 15.741 (dato aggiornato al 28.02.2014)
Prefisso: 0362
Frazioni: Birago, Camnago, Cimnago, Copreno

Comune di Lentate sul Seveso

 

LENTATE SUL SEVESO: UNA PERLA NEL CUORE DELLA BRIANZA

Il Comune di Lentate sul Seveso si trova in Provincia di Monza e Brianza (Legge 9 dicembre 2009, n.183), più precisamente nella Brianza comasca. E’ situato lungo la Strada Statale dei Giovi, anticamente chiamata Comasina o Napoleona, collegamento di rilevante importanza che risale sin dai tempi antichi. Furono, infatti, proprio i Romani che decisero di farla costruire per scopi militari come trait-d’union fra Milano e Como, successivamente ampliata da Napoleone Bonaparte. Con le sue frazioni di Camnago, Birago, Cimnago e Copreno, il Comune si estende per circa 14 kmq; l’altitudine massima è di 283 m (a Cimnago), mentre il paese è situato a 250 m.

Definire Lentate sul Seveso una città d’arte sembra un po’ enfatico, ma ci avviciniamo molto al concetto di “paese artistico”, grazie alla presenza di prestigiosi monumenti e ville d’epoca appartenenti a signorili famiglie della zona.

 

 

LE ATTIVITA’ ECONOMICHE

Il settore agricolo ha mantenuto un proprio spazio, grazie alla presenza sul territorio di alcune aziende che si occupano dell’allevamento di bestiame. Durante il secolo scorso si è, inoltre, sviluppata l’industria tessile, anche se sensibilmente ridimensionata negli ultimi decenni. Ma l’attività prevalente è costituita dalle numerose aziende che lavorano il legno secondo tecniche elaborate e utilizzate dai vecchi maestri intagliatori che hanno contribuito allo sviluppo del settore dell’arredamento, in particolare cucine, salotti e mobili in stile. Sono presenti sul territorio anche l’industria alimentare, meccanica, la lavorazione delle materie plastiche e i prodotti per l’edilizia.

 

LENTATE: UN PO’ DI STORIA (a cura di Matteo Turconi Sormani)

Il territorio di Lentate sul Seveso è composto di cinque frazioni, ciascuna con propria e autonoma storia. Nel medioevo mentre Lentate, Copreno e parte di Camnago gravitavano nell’orbita d’influenza del monastero milanese di san Simpliciano (XII secolo) - del quale erano vassalli gli antecessori dei Porro – Cimnago, dopo essere stato possesso della famiglia capitanale dei Bovisio (X-XI secolo), finì sotto il controllo del monastero di Meda (XI-XII secolo). In Birago, invece, sin dall’anno 1000, la schiatta eponima aveva il controllo del paese, caratterizzato dalla presenza di un’obbedienza sottoposta ai preti decumani di Milano e citata dal 1119. Complessivamente, il territorio di Lentate sul Seveso apparteneva alla pieve di Seveso e al contado della Martesana, ma il fiume, in epoca più antica, segnava il confine tra il contado Martesana e del Seprio; questo confine fu ripristinato solo nel XII secolo e per un fatto contingente, ovvero durante le lotte tra Comuni e Impero.

Lentate - Statale dei Giovi      Ville Schiatti - Lentate

Dalla seconda metà del XIV secolo, in ogni frazione del lentatese fu presente con proprietà o diritti feudali la famiglia Porro. Nello stesso periodo, tre membri della schiatta dei Porro, Princivallo, Stefano e Lanfranco, commissionano la fondazione di altrettante “cappelle” gentilizie, due in Lentate e una sul vicino colle del Mocchirolo.

Il XV secolo fu caratterizzato dalle lotte tra due fazioni, rispettivamente capeggiate dai Porro e dagli Avogadro: questi ultimi avevano ereditato il castello di Copreno con alcune prerogative connesse. A tali lotte si devono far risalire i graffiti murali presenti nell’oratorio di santo Stefano protomartire di Lentate, che rappresentano alcuni lucci in atto di guerra; i lucci sono riconducibili alla simbologia araldica delle armi degli Avogadro. Nel 1489 le fazioni si pacificarono per breve tempo, ricevendo i compiacimenti del Duca di Milano che concesse loro un diploma: “pristino honoris reintegrando”; ma il Duca, non confidando nelle buone intenzioni delle parti, collocò nel castello di Copreno un capitano con quattro fanti, sia a tutela dei traffici commerciali transitanti lungo la comasina, sia al fine di sedare i tumulti.

Nel 1538 il feudo plebano di Seveso fu venduto ai Carcassola e agli Arese: più tardi, a seguito di divisione dei rispettivi diritti, il marchesato di Lentate fu affidato ai soli primi. L’ultimo quarto del XVI secolo fu caratterizzato dall’applicazione dei decreti tridentini che comportarono le ripetute visite arcivescovili, grazie alle quali ci sono state tramandate le descrizioni di tutte le chiese del lentatese, nonché dei benefici parrocchiali, cioè di tutti i beni ad esse pertinenti. Da questo periodo, inoltre, i parroci furono obbligati a compilare i registri anagrafici che forniscono preziosi indicazioni demografiche e socio-economiche.

 

La divisione del patrimonio dei Porro, tra una moltitudine di eredi, comportò la decadenza di numerosi discendenti; tuttavia, tra questi mantenne un certo decoro il ramo dei Porro, estinto nel XVIII secolo nel conte Giovanni Bono, le cui proprietà passarono in parte agli Olginati, in parte agli Odescalchi. Da questa decadenza della discendenza dei Porro, trassero beneficio due potenti personaggi. Primo di questi nuovi “padroni” del lentatese fu Giorgio Clerici, morto in Copreno nel 1665 e considerato uno degli uomini più ricchi di Lombardia e d’Italia.

 San Francesco Saverio

Egli acquistò dagli eredi Avogadro una “casa da nobile”, sita in Copreno, che fu poi ampliata dal figlio Francesco: quest’ultimo fu patrono, tra l’altro, degli oratori di san Mauro abate e san Francesco Saverio, sempre in Copreno. Altro personaggio di spicco del Seicento lentatese fu Francesco Maria Casnedi, al quale famiglia si deve la villa di Birago, oggi Carpegna, sorta sopra le fondamenta di una più antica “casa da nobile” appartenuta ai conti Fagnani. Nello stesso periodo, i Casnedi acquistarono dai Carcassola i diritti feudali sul feudo di Birago.

Il XVIII secolo fu per il milanese un periodo di riforme: iniziato sotto il dominio austriaco e caratterizzato dalla formazione dei catasti e da una più puntuale gestione fiscale e militare del Ducato, finì sotto la stella di Napoleone e del suo vicepresindete Melzi D’Eril. Nella seconda metà del XVIII secolo, oltre al citato ramo dei conti Porro, si estinsero sia il ramo primogenito dei marchesi Clerici di Copreno, sia il ramo dei marchesi Casnedi di Birago, oltre a un ramo dei Birago. Ai Clerici successe un ramo cadetto, spiccatamente liberare e rivoluzionario, ma che perse buona parte dei beni a seguito della partecipazione ai moti rivoluzionari del 1848. Gli eredi dei Casnedi, i Confalonieri, invece, cedettero le proprietà nel lentatese, in particolare in Birago, ai marchesi Raimondi, ai quali ultimi spettò anche una parte dell’eredità del conte Bono Porro di Lentate. I Raimondi sono da ricordare quali attivi partecipanti ai moti risorgimentali lombardi, più finalizzati all’indipendenza dagli austriaci che non all’unità politica dell’Italia. Una discendente dei Raimondi, Giuseppina, è ricordata per aver sposato Giuseppe Garibaldi, ma soprattutto per essere stata abbandonata dal generale subito dopo le nozze.

Il territorio di Lentate comprende anche il Mirabello, luogo ameno ove nella seconda metà del Settecento s’insediarono i conti Verri, facendo del loro “casino di caccia” un luogo frequentato da artisti e letterati, tra cui si ricorda il Parini. Nell’Ottocento, s’insediarono nella villa già Stoppani, dapprima gli Isacco, quindi i conti Ginami de Licini ed i loro eredi, conti di Giarole, mentre, stando sempre in Lentate, sopra le fondamenta di un’altra piccola casa da nobile dei Porro, fu costruito l’esteso complesso di villa Merelli, poi Valdettaro della Rocchetta.

Valdettaro interno

Villa GinamiCopreno, al principio dell’ Ottocento, è spesso ricordato come luogo di villeggiatura della famiglia Manzoni, la quale soleva passarvi l’autunno presso i parenti Beccaria. Sempre in Copreno, durante il Novecento, soggiornò anche il maestro Arturo Toscanini, ospite della cantante lirica Maria Farneti, alla quale era passata in proprietà la villa che fu dei marchesi Clerici.

Camnago vecchia

Frattanto in Camnago era giunta la ferrovia; essa costituiva

una delle tante novità che furono portare dalle rivoluzioni industriali: la nostra zona si caratterizzò per la vasta industria tessile e la fiorente produzione di mobili. Anche il panorama amministravo si modificò, infatti, con l’unione a Lentate dei comuni autonomi di Birago e Copreno, il territorio assunse l’attuale estensione ed il nuovo comune fu denominato “Lentate sul Seveso”, come consta dalla delibera del 11 settembre 1862.